Olio su tela 80x100cm
firma sul retro
Invece il silenzio continuò a gocciolare dal soffitto come la vernice nera sopra la sua testa.
Da tre giorni teneva il cellulare appoggiato sul bracciolo sinistro del divano, schermo verso l’alto, come si lascia una trappola per topi sperando che funzioni al contrario.
Niente.
Nemmeno una vibrazione fantasma.
Solo il graffio giallo della freccia che continua a indicare da qualche parte a destra, verso un futuro che evidentemente ha preso un’altra uscita.
E lui resta lì,
gambe divaricate,
calzini bianchi sporchi di attesa,
a fare la guardia a un’assenza che pesa più di qualsiasi conversazione mai avuta.